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Rolex usati garantiti

Rolex usati garantiti Un orologio Rolex è sempre un ottimo investimento, poiché, grazie all’alta qualità dei suoi meccanismi, non si svaluta con il passare del tempo. Ma prima di acquistare un Rolex usato è indispensabile informarsi bene su tutte le caratteristiche che un vero orologio di questa marca debba avere, altrimenti si rischia di essere vittime di un raggiro o addirittura di una truffa. I Rolex spesso vengono contraffatti anche solo in una parte dei loro pezzi e occorre stare molto attenti a tutti i minimi particolari dell’orologio che si è in procinto di acquistare. Un piccolo suggerimento, la Rolex non ha mai realizzato orologi con la cassa a vista con gli ingranaggi sotto il vetro trasparente. Ecco una guida utile per riconoscere i dettagli di un Rolex originale. È necessario verificare innanzitutto il bracciale: il bordo delle sue maglie deve essere omogeneo perché è costituito di tre pezzi in metallo, di cui uno ripiegato con i due bordi esterni. Negli orologi falsi le maglie sono composte solo da un pezzo di metallo ripiegato al fine di creare la maglia. Inoltre i perni delle maglie devono avere una filettatura e una piccola scanalatura in cui infilare il cacciavite: quelli falsi spesso non hanno i perni. Il bracciale infine deve avere sempre inciso il logo sulla scatoletta. Poi bisogna osservare la ghiera: quando si sposta deve coincidere perfettamente con i minuti del quadrante, con i segni esattamente allineati. La corona Triplock, per regolare l’ora e la data, in un Rolex originale deve essere ricavata da un unico pezzo e deve avere il logo della “corona” della marca spostato leggermente in alto con incisi sotto tre piccoli punti. La lancetta dei secondi di un Rolex originale non deve muoversi a scatto ma avere un movimento fluido e un ticchettio omogeneo. Inoltre deve essere lunga almeno 2 o 3 mm. Un piccolissimo dettaglio: il punto luminoso deve sfiorare la punta del triangolo alle ore 12. I caratteri dei numeri devono essere allineati esattamente alla lancetta dei secondi quando passa su di loro. Attenzione al numero 4: la sua parte interna è costituita da 4 bordi. Se si vedono invece i bordi distinti, allora si tratta di un Rolex contraffatto. I numeri della data invece devono essere perfettamente al centro della cosiddetta “goccia” che ingrandisce il numero del giorno di 2 volte e mezza ed è completamente riempita dalla scritta senza bordi. Un Rolex inoltre deve avere sul vetro zaffiro una micro-incisione: una corona piccola posta sulla posizione delle 6. Ma attenzione, questa tecnica è nata soltanto nel 2002. Un particolare importante da osservare è l’ologramma-sticker sul retro dei Rolex. Infatti sulle anse della cassa ci sono incisi il numero seriale e la referenza che identificano il singolo pezzo e ovviamente devono coincidere con quelli della garanzia. I Rolex escono dalla fabbrica direttamente con lo sticker che riporta il numero del modello e che identifica il marchio. Invece nei modelli contraffatti il numero viene inciso successivamente sullo sticker. L’ologramma si vede facilmente semicamente ruotando l’orologio in controluce: deve essere tridimensionale e non deve contenere loghi. Un ultimissimo dettaglio: il peso. Poiché i Rolex sono realizzati dalla casa svizzera con materiali di pregiata qualità, l’orologio deve essere consistente quando indossato al polso. Vediamo ora un modello di Rolex molto pregiato, il Day-Date 40: questo Oyster Perpetual nasce nel 1956 ed è disponibile solo in oro o platino. È stato il primo Rolex da polso con data e giorno per esteso in una finestra sul quadrante. È dotato di un bracciale President, realizzato originariamente in esclusiva per questo orologio. Il Rolex Day-Date è stato fin dalla sua creazione un simbolo delle persone importanti. Il quadrante di un Rolex è l’elemento che...

Il corallo, estrazione e lavorazione

Il corallo, estrazione e lavorazione I gioielli di corallo sono stati per lungo tempo oggetto dei desideri di milioni di donne in tutto il mondo. Il corallo era usato per creare monili di tutti i tipi ma anche oggettistica preziosa per la casa che era un segno distintivo di eleganza, buon gusto ed anche di una certa possibilità economica. Oggi il corallo – dopo un periodo di declino – sta tornando prepotentemente di gran moda perchè è meno costoso rispetto ad altre pietre preziose ma è altrettanto capace di donare eleganza e quel tocco di glamour a chi lo indossa. Ma in cosa cosa consiste esattamente il corallo? E come viene estratto e lavorato? Scopriamolo insieme. CHE COS’E’ IL CORALLO Il corallo è una sostanza calcarea prodotta da piccolissimi animali marini che si chiamano, appunto, coralli. In natura si presenta sotto forma di ramoscello la cui lunghezza può variare dai 15 ai 30 centimetri. Tipico il suo colore rosso vivo che può sfumare, però, in diverse gradazioni. Solitamente vivono in colonie fisse, in banchi di coralli vivi in superficie e di coralli morti sul fondo. Il loro habitat naturale si trova nei mari caldi e temperati ad una profondità che varia dai cinquanta ai duecento metri. Banchi di corallo sono presenti un pò ovunque ma in Italia i più importanti e belli sono in Sardegna, in Sicilia e nelle isole Lipari, nella provincia di Napoli a Torre del Greco. LE TIPOLOGIE DI CORALLO Come accennato prima, è presente in diverse tonalità: la differenza di colore dipende da una sostanza organica presente al suo interno che non è stata ancora classificata e ben identificata. La tipologia più diffusa è il corallium rubrum – di un rosso vivo – che vive nel Mediterraneo. Dello stesso colore anche il tipo corallium secundum che è presente, invece, nei mari del Giappone. Esistono anche altre gradazioni: c’è quello moro che è di una tonalità molto scura e cupa; quello rosa; quello detto pelle d’angelo perché è di un rosa pallido e delicato come la pelle dei neonati; quello bianco ed infine quello nero che prende questo colore perché è rimasto a lungo sotto la superficie del mare ed ha quindi assorbito diverse sostanze che lo hanno scurito. Esiste anche un vero e proprio corallo nero ma è estratto da un polipo particolare che vive nel Mar Rosso ed è quindi estremamente raro. Il colore più raro di tutti, però, è quello blu che viene estratto da una specie di corallo detto acori che si trova in Africa vicino alle coste del Camerun. COME SI ESTRAE Le tecniche di pesca del corallo sono abbastanza simili in tutti i posti del mondo, con qualche piccola differenza sullo strumento utilizzato. I pescatori italiani sono soliti operare trascinando sul fondo del mare delle particolari croci di legno che sono composte da due travi intrecciate alle cui estremità sono collegate delle reti da pesca molto robuste. La barca muovendosi trascina le croci che tranciano il corallo facendolo cadere nelle reti. Questa tecnica è detta dell’ingegno. In Spagna ed in Sardegna si pesca il corallo con tecniche molto simili solo che al posto delle reti ci sono degli uncini che intrappolano il corallo. C’è il rischio, però, in questo modo di frantumare il fragilissimo calcareo e rendere inutile la pesca. In Giappone, infine, si utilizzano canne di bambù alle cui estremità sono attaccati pesi e reti per la raccolta. La canna viene passata sui banchi di corallo che vengono così staccati dal fondo per poi cadere nelle reti. COME SI LAVORA Le tecniche di lavorazione del corallo sono sostanzialmente due: il liscio, che è quella impiegata più spesso per la lavorazione di monili, e l’inciso, per...