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Nuraghi e domus de janas, il cuore della Sardegna

Nuraghi e domus de janas, il cuore della Sardegna La Sardegna è una terra ricca di paesaggi incantevoli, di storia e di cultura. Testimoni di tale passato storico-culturale sono le Domus de Janas e i Nuraghi, che sono disseminati per tutta l’isola. Le Domus de Janas sono delle strutture destinate alla sepoltura, tipici della tradizione sarda del lontano neolitico. Queste domus sono spesso collegate tra di loro, tanto da apparire come delle vere e proprie necropoli sotterranee. Ognuna di queste tombe è decorata in modo diverso. Prevalgono decorazioni magico-simboliche ritraenti bovini o altri animale e figure umane. Oltre ai decori in rilievo, nelle tombe è possibile trovare anche dei dipinti in ocra rossa o in pittura blu e bianca, che rimandano a queste figure dall’aspetto mitologico. Il termine Domus de Janas in sardo indica la case delle fate. La leggenda narra infatti che queste fossero le casette in cui vivevano le fate durante la notte. Fatine con il dono della profezia e in grado di gestire il destino umano o fatine malvagie, capaci di qualsiasi maleficio, vengono descritte in maniera diversa, a seconda delle varie versioni fornite dall’immaginario popolare. La Sardegna ospita più di 1000 di questi siti archeologici, le cui principali concentrazioni si trovano della provincia di Alghero. Il più famoso è l’Anghelu Ruju, un complesso prenuragico, in cui sono state rinvenute 37 Domus de Janas. Le tombe sono costituite da due a undici vani al massimo e sono dotate di un ingresso a pozzo e porte scolpite. Tra le tombe sono state scoperte due domus ancora sigillate, da cui sono stati recuperati dei corredi funebri, oggi esposti al Museo Sanna di Sassari. Il sito è stato scoperto nel 1903, durante gli scavi per la costruzione di una casa colonica. Un secondo sito importante è quello di Sant’Andrea Priu del comune di Bonarca. Questa necropoli ipogea è composta da circa 20 domus de janas, una della quali è costituita da ben 18 vani- Questa tomba pare proprio che sia la più grande Domus de Janas finora scoperta e prende il nome di Tomba del Capo. E’ ampia 250 mq ed è stata restaurata più volte. Al suo interno si trovano numerosi affreschi ben conservati. I nuraghi invece sono delle costruzioni di forma tronco-conica, risalenti al II millennio a.C.. Alcuni nuraghi sono costruiti a corridoio, altri sono dotati di una torre centrale, altri ancora hanno una struttura più articolata tanto da sembrare dei veri e propri complessi nuragici. Secondo gli storici, queste strutture avevano una funzione di difesa e allo stesso tempo erano il centro in cui si articolava la vita degli abitanti dei nuraghi. A partire dal 1997, i nuraghi sono entrati a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. I nuraghi a corridoio sono quelli più antichi ed hanno una planimetria irregolare. Un esempio di questa tipo di strutture è il Nuraghe Albucciu nel comune di Arzachena. L’opera è realizzata con blocchi di granito ed ha le dimensioni di 23.50 metri e 15.50 metri. I nuraghi più comuni in tutte le province sarde sono i monotorre o a tholos. Queste strutture hanno la classica forma tronco conica tipica dei nuraghi. Tra questi complessi, uno dei più visitati è il Nuraghe Is Paras, celebre per essere costituito dalla torre nuragica più alta di tutti gli altri complessi della Sardegna, che raggiunge gli 11 metri di altezza. Alcuni nuraghi più recenti invece hanno la caratteristica di essere collegati tra di loro e assumono infatti la forma di veri e propri villagi nuragici. Tra i più noti: Su Romanzescu, Su Nurax e Serra Orrios. Il primo è un villaggio nuragico in provincia di Nuoro ed è formato da un pozzo, da numerose capanne, in cui vivevano gli abitanti del villaggio, e da...