Quale sport per la riabilitazione della spalla operata?

Quale sport per la riabilitazione della spalla operata?

riabilitazione spalla operataDopo un intervento chirurgico alla spalla, la riabilitazione segue un percorso ben preciso. Lo sport è lo strumento che garantisce un buon funzionamento di tutte le parti del corpo. Il benessere deve essere acquistato poco per volta dopo essere stati sottoposti ad un’operazione. La spalla, infatti, necessita di esercizi che devono effettuati lentamente.

Un buon controllo del movimento permette di raggiungere prima l’obiettivo. Agli inizi dovrebbe esserci del dolore, anche se lieve. In ogni modo bisogna sforzarsi di tollerarlo.
Per rimuovere le tensioni muscolari, gli esercizi devono essere compiuti in modo costante durante la giornata. Prima di tutto è importante l’attività di riscaldamento almeno per 5 o 10 minuti.
L’esercizio del sollevamento delle spalle è consigliato fin da subito. Non è difficile da eseguire, infatti basta portare le spalle verso l’ alto, all’altezza delle orecchie, spingerle all’indietro dolcemente e, infine, far toccare i bordi delle scapole. La ripetizione del movimento deve avvenire almeno 5-10 volte.
Gli esercizi pendolari possono essere accompagnati anche da un piccolo peso utile per aumentare l’allungamento e da una rotazione che deve essere svolta sempre con dolcezza.
A questa categoria appartengono gli esercizi con il bastone. Attraverso l’impiego di questo strumento impugnato nelle estremità, il braccio sottoposto a riabilitazione deve essere spinto gentilmente al di sopra della testa per almeno 20 volte.
La riabilitazione basata su questi semplici movimenti anticipa la fase più complessa, ovvero, quella caratterizzata dagli esercizi relativi alla postura. Lo scopo è mantenere tonici e flessibili i muscoli della spalla, dopo aver completato con determinazione e costanza un programma giornaliero. La schiena non deve essere curvata, le spalle devono restare all’indietro e la testa deve essere ben allineata. Tale esercizio di postura richiede concentrazione e uno svolgimento perfetto da effettuare più volte al giorno.
Le azioni di motilità attiva si uniscono a questo programma: la spalla interessata sarà esercitata in modo più energico e senza l’aiuto dell’altro braccio. I due esercizi fondamentali sono: l’elevazione della spalla in piedi e la rotazione esterna. Entrambi permettono di diventare sempre più più abili e forti.
Il rinforzo muscolare è la terza tappa da seguire. Dopo una serie di esercizi mirati, la spalla diventerà elastica e flessibile. Prima di incominciare, è necessario eseguire un riscaldamento con i movimenti delle prime fasi attraverso una sequenza di 20 ripetizioni.
I professionisti del settore consigliano l’uso dell’elastico verde per la fase iniziale, in quanto è più leggero e permette di arrivare più velocemente a quello blu e, infine, al nero. Non è richiesto passare subito al nuovo elastico, in quanto la resistenza a quello nuovo ha bisogno di alcuni giorni di allenamento. Per ridurre la fatica muscolare, è necessario ricorrere alla borsa di ghiaccio arrotolata in un asciugamano.
L’ultima fase serve a raggiungere la massima funzionalità della spalla. In questo caso gli esercizi sono più aggressivi e si basano sia sulla coordinazione che sulla stabilizzazione. L’impiego di una sedia può essere utile per sedersi, per spingersi con i braccioli, sollevare il corpo solo con le braccia ed estendere al massimo i gomiti per 20-40 volte.
La riabilitazione della spalla operata segue diverse fasi riabilitative che lo specialista consiglia a tutti coloro che hanno appena tolto il tutore. I pazienti, infine, possono chiedere un programma domiciliare o affidarsi direttamente ad un riabilitatore esperto che opera in un centro specializzato.